Another Self: le Costellazioni familiari su Netflix

Another Self: le Costellazioni familiari su Netflix

Da qualche tempo è disponibile su Netflix la serie televisiva Another Self. Ne parlo perché, ultimamente, sembra avere smosso molto le acque della coscienza nel pubblico televisivo. Another Self, infatti, è la prima produzione televisiva per il grande pubblico che parla espressamente di Costellazioni familiari, pur mantenendo in tutto e per tutto il fil rouge classico delle serie televisive canoniche, col loro bagaglio di intrighi, amori e segreti.

Un’altra grande peculiarità di questa serie è data dal fatto che sia di produzione turca, spodestando così dal trono per un momento il nuovo canone delle serie televisive sempre più arcobaleno per riportare l’uomo alle sue origini e alle sue radici. Alla moderna Istanbul, con la sua tecnologia, le sue infrastrutture e il suo stile di vita così apparentemente simile al nostro, vengono accostate le storie, spesso dolorose, delle sue origini, troppo spesso dimenticate.

Another Self ci ricorda che siamo più di ciò che appariamo e che, dentro di noi, le storie dei nostri antenati, della nostra famiglia e della nostra stessa terra sono ben vive e sono parte attiva della nostra vita. Ogni irrisolto, ogni sospeso, ogni segreto, ogni dolore, ha il suo peso specifico e vuole essere visto e integrato.

Nel corso della serie si assiste spesso a frammenti di Costellazioni familiari che rendono bene l’idea di come si svolga questo lavoro e degli effetti che può avere nella vita “reale”. In questo senso, è molto affascinante la sovrapposizione che viene spesso proposta tra le azioni compiute all’interno delle rappresentazioni e i corrispondenti risvolti a livello sistemico. Caratteristica è anche la scelta degli autori di far vedere tratti di rappresentazioni sistemiche senza però mai parlare apertamente dell’origine delle Costellazioni familiari o delle loro dinamiche di funzionamento (basti pensare che non si nomina mai Bert Hellinger), lasciando così una sorta di “velo misterioso” che è probabilmente all’origine -insieme all’ignoranza della materia- di alcune recensioni che hanno classificato il Costellatore familiare come “spiritista”.

In conclusione credo che sia una serie televisiva che merita di essere vista e che, già da sola, può innescare delle riflessioni interessanti in direzione di un incremento della propria consapevolezza.

La storia in breve (no spoiler)

Ada, Sevgi e Layla sono tre amiche di Istanbul legatissime tra loro dai tempi dell’università. Benché siano caratterialmente differenti e abbiano poi fatto scelte di vita molto diverse, il loro legame è rimasto sempre solido.

Ada è diventata un chirurgo in carriera, Sevgi un famoso avvocato e Layla ha scelto di dedicarsi anima e corpo al marito, un imprenditore impegnato in non meglio precisati affari.

Quando Sevgi scopre che il tumore che sta combattendo da tempo non accenna a regredire, sceglie di seguire il consiglio di un’amica e di consultare un Costellatore familiare, Zaman, che lavora ad Ayvalik, una caratteristica località di mare a 400 km da Istanbul.

È così che, tra lo scetticismo scientifico e la chiusura mentale di Ada, l’entusiasmo e la fedeltà di Layla e il fervente desiderio di vivere di Sevgi, le tre amiche del cuore intraprendono un viaggio non solo geografico, ma anche e soprattutto spirituale, che le porterà a scoprire cosa vuol dire vivere una vita piena e consapevole – in una parola, vivere davvero.

Attraverso le Costellazioni familiari, Zaman accompagna le amiche in un profondo viaggio di scoperta della loro storia e di guarigione delle proprie ferite profonde, aiutandole a portare ordine e serenità nelle rispettive vite.

Infatti, oltre ai problemi di salute di Sevgi, affiorano anche le difficoltà di Ada, di Layla e di altre persone a loro vicine che contribuiscono all’intreccio della trama.