Discipline · Reiki

Reiki

Ti accompagniamo a conoscere il Reiki come via di consapevolezza spirituale: le sue origini, gli insegnamenti di Mikao Usui e il modo in cui si pratica. Un percorso per comprenderne il significato e capire come iniziare a farne esperienza.

Una donna seduta pratica l’autotrattamento Reiki con le mani sul petto

Che cos’è il Reiki

Una pratica da coltivare ogni giorno

Nel Reiki, la pratica attraverso le mani si accompagna al raccoglimento, alla meditazione e all’applicazione dei principi etici nella vita quotidiana. L’autotrattamento e il trattamento ad altre persone sono parti di un insegnamento che comprende anche il modo in cui ci conosciamo e ci comportiamo.

Pratichiamo e insegniamo il Reiki come una via spirituale. Nella nostra visione, entrare in relazione con l’Energia significa anche approfondire la conoscenza della propria natura spirituale. È una comprensione che coltiviamo nel tempo, attraverso l’esperienza e il lavoro su di sé.

Le origini del metodo

Mikao Usui e la trasmissione del Reiki

Il Reiki prende forma in Giappone all’inizio del Novecento attraverso l’esperienza e l’insegnamento di Mikao Usui. Conoscerne le origini aiuta a comprendere il rapporto tra pratica, principi etici e ricerca spirituale.

Ripercorriamo la sua storia e la successiva diffusione del metodo, distinguendo le testimonianze documentate dai racconti tramandati nelle diverse scuole.

Ritratto rielaborato di Mikao Usui in tonalità seppia
Mikao Usui. Ritratto rielaborato.
Un uomo seduto con gli occhi chiusi e le mani giunte davanti al petto

L’Energia nel Reiki

Entrare in relazione con l’Energia

Nell’insegnamento del Reiki, Rei richiama la dimensione spirituale e Ki l’energia vitale. Parliamo di Energia per indicare ciò che, nella nostra visione, anima la Vita e di cui anche noi siamo espressione.

La pratica ci accompagna a rendere più consapevole questa relazione. Durante l’autotrattamento o il trattamento ad altri, coltiviamo il raccoglimento e l’ascolto, senza cercare di imporre un risultato. Le sensazioni possono essere diverse: la loro intensità non è una misura del valore dell’esperienza.

I Gokai

I cinque principi nella vita quotidiana

Il Reiki non si esaurisce nel tempo dedicato ai trattamenti. I cinque principi, chiamati Gokai, portano l’attenzione sul modo in cui viviamo e ci comportiamo con gli altri.

L’espressione «Solo per oggi» li riconduce al presente: possiamo praticarli nelle situazioni concrete della giornata, riconoscendo anche le nostre difficoltà.

Calligrafia giapponese dei Gokai, in inchiostro nero su fondo uniforme
1

Non ti arrabbiare

Riconoscere la rabbia senza lasciare che determini automaticamente parole e azioni.

2

Non ti preoccupare

Affrontare ciò che richiede attenzione, senza alimentare continuamente timori su ciò che potrebbe accadere.

3

Sii grato

Accorgersi di ciò che riceviamo e riconoscerne il valore.

4

Fai del tuo meglio

Dedicarsi con sincerità e impegno a ciò che facciamo, senza pretendere la perfezione.

5

Sii gentile con gli altri

Esprimere attenzione e rispetto nei comportamenti quotidiani.

Una praticante tiene entrambe le mani sospese sopra un ricevente vestito e disteso su un lettino

Praticare il Reiki

Il Reiki su di sé e sugli altri

Nell’autotrattamento dedichiamo un momento alla pratica su noi stessi, appoggiando o avvicinando le mani al corpo secondo le posizioni apprese durante la formazione. Il raccoglimento e l’ascolto accompagnano il gesto, senza dover cercare sensazioni particolari.

La pratica può essere rivolta anche a un’altra persona. In questo caso, all’attenzione verso l’Energia si uniscono il consenso, il rispetto del ricevente e la disponibilità a non imporre la propria idea di ciò che dovrebbe accadere.

La trasmissione dell’insegnamento

Ricevere le armonizzazioni

Le armonizzazioni, chiamate anche sintonizzazioni, fanno parte della trasmissione del Reiki attraverso l’insegnante. Si ricevono durante la formazione e accompagnano l’apprendimento della pratica.

Nella nostra visione, non conferiscono qualcosa di estraneo alla persona: aiutano a risvegliare e rendere consapevole la relazione con l’Energia Reiki e la capacità di divenirne canale. Questa relazione si approfondisce attraverso la pratica personale, la meditazione e l’applicazione dei principi nella vita quotidiana.

Un’insegnante tiene le mani sopra il capo di una persona seduta durante un momento di armonizzazione Reiki

Un apprendimento graduale

Shoden, Okuden e Shinpiden

Proponiamo il percorso Reiki in tre livelli. Ogni passaggio approfondisce quanto appreso in precedenza e richiede tempo per praticare e integrare l’esperienza. La dimensione spirituale è presente fin dall’inizio.

Shoden

Iniziare a praticare

Il Primo Livello introduce i fondamenti del Reiki, le armonizzazioni e la pratica attraverso le mani. Impari l’autotrattamento e il trattamento ad altre persone, insieme ai principi che accompagnano il percorso.

Okuden

Approfondire la pratica

Il Secondo Livello introduce i simboli tradizionali e ne approfondisce l’utilizzo, anche nella pratica a distanza e nella dimensione mentale ed emozionale. La continuità della pratica personale rimane essenziale.

Shinpiden

Trasmettere l’insegnamento

Il livello Master approfondisce il cammino spirituale e, nel nostro percorso, comprende la preparazione alle sintonizzazioni e all’insegnamento. Trasmettere il Reiki richiede preparazione, esperienza e responsabilità verso chi apprende.

Un’insegnante e tre partecipanti seduti apprendono la pratica Reiki

Da dove cominciare

Cominciare dal Primo Livello

Puoi avvicinarti al Reiki senza esperienza precedente. Durante Shoden ricevi gli insegnamenti e le armonizzazioni del Primo Livello e impari a praticare su di te e sugli altri.

È utile arrivare con disponibilità all’ascolto e alla pratica, senza aspettarsi un’esperienza uguale a quella di qualcun altro. Il corso avvia un apprendimento che prosegue nel tempo, attraverso ciò che sperimenti personalmente e il confronto con l’insegnante.

Il significato del percorso

Il Reiki come via spirituale

La pratica attraverso le mani è uno degli aspetti più riconoscibili del Reiki. Il senso del percorso comprende però una ricerca più profonda: conoscere se stessi e riconoscere la propria natura spirituale.

Nella nostra visione, siamo espressione dell’Energia che anima la Vita. La pratica può diventare un modo per approfondire questa consapevolezza e la nostra relazione con il Divino. Il raccoglimento, la meditazione e i principi etici accompagnano un cammino che trova espressione anche nelle scelte, nelle relazioni e nel modo di affrontare le difficoltà quotidiane.

Una donna in raccoglimento su una panchina sotto un ulivo

Chiarezza e responsabilità

L’ambito della nostra pratica

Pratichiamo e insegniamo il Reiki in un ambito spirituale, culturale e formativo. Non formuliamo diagnosi né proponiamo il Reiki come cura di malattie o sostituto di prestazioni mediche, psicologiche e sanitarie.

Le esperienze personali vengono accolte e approfondite senza trasformarle in promesse di risultato.

Domande frequenti

Domande frequenti

Un’insegnante ascolta e risponde a un partecipante
Serve esperienza per iniziare?

No. Puoi iniziare da Shoden senza aver già praticato Reiki. Il Primo Livello introduce gli insegnamenti e la pratica di base.

Devo sentire calore o altre sensazioni nelle mani?

Le sensazioni possono variare da persona a persona e da un momento all’altro. Non cerchiamo un’esperienza prestabilita e non usiamo l’intensità delle percezioni per valutare la pratica.

Posso imparare soltanto leggendo un manuale?

Nel percorso che proponiamo, il manuale accompagna la formazione, ma non sostituisce l’insegnamento, le armonizzazioni e la pratica appresa con un insegnante.

Devo arrivare fino al livello Master?

Puoi dedicarti alla pratica del livello raggiunto senza avere come obiettivo l’insegnamento. I passaggi successivi richiedono esperienza e si valutano insieme all’insegnante.

Per iniziare

Nella nostra Scuola trovi il percorso dei tre livelli, i programmi e le indicazioni per partecipare. Se desideri prima parlarne con noi, puoi richiedere un incontro di orientamento.